Giobatta Danda “Vestone” (1922-2014)

Il 14 giugno 2014 é mancato all’affetto dei suoi cari l’ing. Giobatta Danda “Vestone”, di anni 92. Fra i numerosi annunci funebri, su “Il Giornale di Vicenza” del 15 giugno é apparso anche quello della nostra Associazione: “L’A.N.P.I. Provinciale di Vicenza rende omaggio al Comandante Partigiano e Ufficiale degli Alpini GIOBATTA DANDA “Vestone” ed esprime solidarietà e sentite condoglianze alla Famiglia”. Nella sua giovinezza, infatti, egli é stato ufficiale degli alpini nella Campagna di Russia 1942-1943 nel “Vestone” e si é distinto alla testa dei suoi uomini a Kotowskj e a Nicolajewka rimanendo ferito tre volte e guadagnandosi “sul campo”

Giuseppe Crosara (1922-2014)

Lunedì 16 giugno 2014, a Vicenza, nel Tempio di San Lorenzo si sono svolti i funerali del commendatore Giuseppe Crosara, di anni 92, presidente nazionale e provinciale dell’A.N.C.R. (Combattenti e Reduci) e presidente provinciale della Confederazione fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane, alla presenza di numerose autorità civili e militari, dei labari di tante Asiciazioni e delle bandiere delle Sezioni A.N.C.R. della Provincia. L’A.N.P.I. ha voluto rendergli onore anche con un significativo annuncio funebre, uscito sul quotidiano locale, in cui sono state messe in rilievo le sue doti di saggezza e di equilibrio nella direzione della Confederazione, le sue funzioni

Lorenzino Griffani “Tigre”-“Silvino”

“Il 25 luglio 1943, giorno della caduta del fascismo, mi trovavo militare a Genova con il grado di caporale maggiore nel 1° Reggimento Autieri. Assisto alle manifestazioni della popolazione genovese che sfila per le vie della città; la gente esulta per la caduta del fascismo e di Mussolini e chiede a gran voce la fine della guerra. L’8 settembre 1943, data dell‘armistizio, sono a Trento; sto per essere inviato in Grecia, al comando di un plotone di militari richiamati, già esperti. Udita alla radio la notizia vaga ed incerta dell’armistizio, noi del plotone ci procuriamo delle armi. La sera stessa

Romeo Zanella “Germano”

“Nato il 13 maggio 1913 a Cadoneghe, Comune con un territorio di 12,8 chilometri quadrati a nord di Padova, Romeo era l’ultimo di sei figli di Zanella Giuseppe e di Galante Artemisia. Il padre esercitava il mestiere di scalpellino alle dipendenze della bottega di “Francesco Marotto marmi” che aveva, a cavallo degli anni Venti, il laboratorio a Padova in via Garibaldi 19 (l’attuale via S. Fermo). La madre era casalinga: da ragazza aveva lavorato “Ae strasse” (alla fabbrica di stracci “Benoni”) con sede in zona Savonarola e poi a Vigodarzere (Padova). Giuseppe Zanella era iscritto al sindacato e, alla domenica

Gordiano Pacquola “Oreste”

“Bruno Bazzacco “Giorgio” nella sua testimonianza dice che, nel periodo del gruppo di “Malga Campetto”, “Oreste“ svolgeva il ruolo di commissario e “alla sera teneva delle conversazioni politiche“. Augusto Slaviero “Blasco”, nel suo opuscolo “Parla uno della Garemi“, narra che “Oreste”, nelle lunghe veglie in Altopiano, raccontava ai garibaldini i particolari più salienti della vita dei partigiani lassù a Campetto. 
Fra i primi partigiani che hanno dato vita alle formazioni garibaldine nell’Alto Vicentino, alle Garemi, Gordiano Pacquola è certamente un elemento di grande preparazione ed esperienza politica. Nato a San Donà di Piave (Venezia) nel 1906 in una famiglia numerosa,

Giovanni Dante Perlati “Giove”

“La mia famiglia si è trasferita da Badia Calavena (Verona) a Maglio di Sopra (Valdagno) nel 1925 perché mio padre, che aveva un magazzino all’ingrosso di generi alimentari, era sottoposto ad angherie e ricatti e non poteva più uscire di casa. Alcuni parenti e conoscenti di Maglio, i Lupatini e i Germani, l’hanno consigliato di venire nella Valle dell’Agno. Ha comperato due appartamenti in centro a Maglio di Sopra. La mia famiglia, composta dai genitori e da cinque figli (quattro sorelle e il sottoscritto) era frequentata dal dott. Mario Visonà che, ad un certo punto, ha suggerito al mio papà

Bruno Gavasso

Tratto da “Figure della Resistenza vicentina: profili e testimonianze” di Mario Faggion e Gianni Ghirardini Il prof. Bruno Gavasso aderisce fin dal 1935 all’idea comunista. Mentre è ancora studente entra in contatto con alcuni membri del suo partito e con altri esponenti dell’ambiente antifascista di Valdagno, che il “regime” non ha saputo piegare grazie alla presenza di due solide concentrazioni operaie, costituite dal Lanificio e dalla Filatura Marzotto. Le vicende internazionali, che vedono l’ltalia coinvolta dal governo Mussolini nella spedizione militare in Africa e nella guerra di Spagna, fanno discutere, spingono a ritrovarsi. Ma sono i prodromi della seconda guerra

Bruno Bazzacco “Giorgio”

Tratto da “Figure della Resistenza vicentina: profili e testimonianze” di Mario Faggion e Gianni Ghirardini “Siamo partiti da Vicenza per la contrada “Bosco” di Marana il 14 ottobre 1943. Con me c’erano Cariolato Secondo “Guido”, Cariolato Antonio “Moro”, Mattolin Sergio “Aviatore”, Piccolo Gugliardo “Bill” e Danilo Toniolo “Jon“. Ci aveva preparati e organizzati Livio Bottazzi di Vicenza. Ci siamo recati lassù armati. avendo potuto procurarci sei fucili novantuno, alcune bombe a mano e una pistola Astra. La popolazione di Marana ci vedeva con simpatia e ci aiutava. In quel periodo eravamo in contatto con Sergio Perin, Zanotelli Nico e Tovo

Brenno Guastalla “Carlo”

Tratto da “Figure della Resistenza vicentina: profili e testimonianze” di Mario Faggion e Gianni Ghirardini Brenno Guastalla “Carlo”-“Carlo Carli”, di Arduino e di Bosi Maria, è nato a Gonzaga il 24-12-1920. Nel periodo della Resistenza era domiciliato a Suzzara (Mantova). La sua famiglia emigra in Francia nel 1930, sistemandosi a Gap. Comprende i genitori e i figli Brenno, Lavinia e Bruno. Comincia il lavoro di apprendista pittore a 11 anni. Partecipa agli scioperi del 1936-1937 all’epoca del Fronte Popolare e aderisce alla “Gioventù Comunista Francese” nel 1938. Subisce il primo arresto nel 1939, dopo che il F.C.F. è messo fuori

Commemorazione a Ca’ Trenta di Schio

Il 22 giugno 2014 sono stati commemorati i quattro Partigiani fucilati 70 anni fa a Ca’ Trenta di Schio. Ecco l’intervento di Antonio Angelina. Buongiorno a tutti. Siamo qui oggi per ricordare e commemorare i 4 partigiani trucidati dai nazi-fascisti proprio 70 anni fa nella data del 22/06/1944. Quel giorno quattro partigiani, detenuti in caserma Cella a Schio, furono qui condotti e trucidati. Erano stati presi, si disse, durante il grande rastrellamento condotto dai tedeschi, dai fascisti e dal battaglione di ucraini di stanza a Marano Vicentino in tutta la val Leogra tra il 16 e il 18 giugno, azione

Pietro Dal Lago “Pacifico” (1923-2014)

Il 12 giugno 2014 Egisto Dal Lago “Tranquillo” ci ha telefonato per comunicarci che era mancato il fratello Pietro “Pacifico”, valoroso partigiano della Brigata Stella delle Formazioni Garemi. A nome della Presidenza provinciale e delle Sezioni A.N.P.I. della Valle dell’Agno abbiamo inviato un telegramma. alla sua famiglia, residente a Castronno (Varese), esprimendo vive condoglianze e solidarietà. Pietro Dal Lago “Pacifico” ,classe 1923, nato a Nogarole Vicentino, é stato uno dei primi collaboratori di Alfredo Rigodanzo “Ermenegildo-Catone”, commissario politico della Brigata Stella,che ha portato nella formazione garibaldina tanti giovani dei centri addossati alla catena del Faldo (Selva, Nogarole, Alvese, Quargnenta, Piana,

Premio Antonio Nicolussi, seconda edizione

Durante una conferenza stampa organizzata dal Comune di Thiene, il 9 aprile, presente il sindaco dott. Gianni Casarotto, i familiari del dott. Antonio Nicolussi, dirigenti scolastici, esponenti della sezione ANPI e della AVL, il rappresentante della banca San Giorgo Quinto Valle Agno che contribuisce al premio, sono stati comunicati i risultati della prima edizione del premio Antonio Nicolussi. L’importo del Premio di 1.750 Euro ha permesso di coprire in parte le spese delle visite d’istruzione organizzate dalle seguenti scuole: Centro di Formazione Professionale Saugo; due classi seconde del settore meccanico auto, il 4 aprile hanno visitato a Trieste la Risiera

Rino Tagliapietra “Treno” (1924-2014)

Guerino (Rino) Tagliapietra, classe 1924, nome di battaglia “Treno”, ci ha lasciati. Il 17 giugno a Calvene ha avuto luogo il funerale con la presenza delle bandiere dell’ANPI e, dopo la cerimonia religiosa, gli è stato rivolto l’ultimo saluto in cimitero. Nell’estate 1944 entra a far parte della “7 Comuni” dove collabora con Francesco Covolo “Broca” in varie azioni contro i nazifascisti. Ai primi di settembre 1944 è a Granezza e partecipa ai combattimenti, riuscendo poi fortunosamente a salvare la vita durante il rastrellamento del 6-7 settembre. Ritornato a Calvene partecipa, nel novembre 1944, ad una pericolosa azione presso un

Concorso per tesi di Laurea: Veneto ’40: Occupazione, Resistenze, Ricostruzione

Il Coordinamento Regionale Veneto dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI Veneto), nell’ambito del suo impegno di divulgazione della storia del XX° Secolo in Veneto ed al fine di valorizzare i primi risultati di ricerca di giovani storici, bandisce il concorso dal titolo: Veneto ’40: Occupazione, Resistenze, Ricostruzione Il concorso usufruisce di un finanziamento previsto dalla legge regionale del Veneto n. 29/2010 “Norme in materia di promozione e valorizzazione del patrimonio storico e culturale dell’antifascismo, della Resistenza e dei correlativi eventi accaduti in Veneto dal 1943 al 1948”, e dalla Delibera di Giunta Regionale del Veneto 1587 del 10/09/2013. Detto finanziamento è

Renzo Ghisi “Scapaccino” (1920-1944)

Renzo Ghisi, falegname, nacque ad Ostiglia (MN) il 12 giugno 1920. Nel 1940 volontariamente si arruolò nell’Arma dei Carabinieri Reali. Dopo la frequenza del corso a Torino, venne trasferito alla Stazione di Cussone ove rimase fino alla fine della ferma. Allo scadere dei 18 mesi venne comunque trattenuto sotto le armi con la 149^ Sezione CC. RR. Dopo l’armistizio dell’8 settembre tornò a casa ove subì un arresto, in seguito al quale si presentò nuovamente alla caserma di Verona nel febbraio 1944. Vi rimase per qualche tempo, ma, alla notizia che i Carabinieri sarebbero stati inviati in Germania e non

Riforme ed Elezioni. Documenti ed Appelli dell’ANPI

Documento del Comitato Nazionale ANPI Il Comitato nazionale dell’ANPI rileva che: l’indirizzo che si sta assumendo nella politica governativa in tema di riforme e di politica istituzionale non appare corrispondente a quella che dovrebbe essere la normalità democratica; si sta privilegiando il tema della governabilità (pur rilevante) rispetto a quello della rappresentanza (che è di fondamentale e imprescindibile importanza); si continua nel cammino – anomalo – già intrapreso da tempo, per cui è il Governo che assume l’iniziativa in tema di riforme costituzionali e pretende di dettare indirizzi e tempi al Parlamento; un rinnovamento della politica e delle istituzioni è essenziale per il nostro Paese, come già

Pietro Tovo “Piero Stella”

Tratto da “Figure della Resistenza vicentina: profili e testimonianze” di Mario Faggion e Gianni Ghirardini “Parlare di Piero Tovo (cl.1892), o meglio “Piero Stella“, come da tutti era conosciuto, e un po’ come fare la storia della Resistenza al fascismo prima e poi al nazifascismo. Infatti Piero “Stella” era, per natura si potrebbe dire, antifascista, in quanto allergico a tutto ciò che poteva essere imposizione dall’alto, costrizione autoritaria: direi che per natura era anarchico nel vero senso della parola. E così, quando ai primi sintomi della 2a guerra mondiale, i vecchi irriducibili supersititi dell’antifascismo antemarcia incominciarono a ritrovarsi, ecco che

Severino Oliviero “Attilio Bandiera” “Fulmine”

Tratto da “Figure della Resistenza vicentina: profili e testimonianze” di Mario Faggion e Gianni Ghirardini “Non mi sono mai presentato ai bandi di chiamata. Nel 1942, fino a dicembre ero stato a lavorare in Germania e avevo fatto un’esperienza brutta con i tedeschi: avevo visto anche uccisioni a sangue freddo. Ho passato la visita militare in luglio. Subito dopo l’8 settembre 1943, ho aiutato i giovani militari sbandati con vestiti, insegnando loro la strada… Avevo un fratello disperso in Russia. Anche mia madre collaborava con me, nella speranza che qualcuno aiutasse il figlio suo lontano. Al momento del bando di

Innocente Fattori “Emilio Bandiera – Flop”

Tratto da “Figure della Resistenza vicentina: profili e testimonianze” di Mario Faggion e Gianni Ghirardini “Il primo dicembre 1943 sono stato costretto, insieme a Pasetto Avellino, a presentarmi alla sede della G.N.R. (Guardia Nazionale Repubblicana) di Valdagno, verso le ore 19. La sede si trovava al centro, sopra la vecchia Banca Popolare. Avevano portato via mia sorella e un fratello di Avellino. Li hanno rilasciati dopo che ci siamo presentati. Siamo stati indotti a salire su una corriera e condotti a Vicenza, al distretto militare. Eravamo una quarantina. Il mattino del 2 dicembre ci hanno fatto una visita sommaria. Il

Francesco Zaltron “Silva” (1920-1945)

Nato a Marano Vicentino (Vicenza) il 14 marzo 1920, caduto a Calvene (Vicenza) il 28 marzo 1945, studente di Medicina, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Al momento dell’armistizio era sottotenente di complemento in Artiglieria. Riparò a Thiene e vi organizzò i primi gruppi partigiani della zona. Fu Zaltron che, nell’aprile del 1944, costituì la Brigata “Granezza”, di cui divenne comandante col nome di battaglia di “Silva”. Il giovane fu poi alla testa della Brigata “Mazzini”, che operava nell’Altipiano dei Sette Comuni e nella Pedemontana tra Thiene, Breganze e Marostica. La motivazione della decorazione alla memoria riassume così l’impegno